Appartenente alla regione storica della Barbagia di Belvì, il territorio Meanese, sviluppandosi alle pendici del monte Sant'Elia, gode di un belvedere su tutto il territorio confinante, presentando una morfologia prevalentemente collinare e montuosa per una superficie di 7400 ettari.
Confinante con Belvì e Aritzo a nord est, con Atzara a nord-ovest, con Samugheo ad Ovest e infine con Laconi a sud est, Meana, con i suoi 2000 abitanti , riesce ancora oggi a far rivivere le antiche tradizioni e gli antichi mestieri.
Il paese, nasce qualche secolo prima del 1000 d.C., quando gli abitanti delle località di Lellu e di Su Acu e is Domos o Polcilis si unirono formando un solo centro abitato.
Di Lellu, le tracce si sono perdute nei secoli e la memoria ne è stata mantenuta soltanto da ritrovamenti ceramici del tempo che, si rinvengono di tanto in tanto, durante i lavori di scavo per le fondazioni delle case che si vanno edificando nella zona di espansione dell'abitato. A Polcilis , altra zona di interesse storico, conosciuta anche con il nome di Su acu e is domos (la valle delle case), invece, è ancora possibile osservare, i resti murati delle abitazioni.
La nascita e l'origine del nome di Meana però, rimane ancora oscura.
Nei secoli, sono andate a susseguirsi diverse teorie come quella della parlata popolare che ancora oggi è MIANA ma forse, la più sicura è l'abside presente nella Parrocchia di San Bartolomeo che riporta, intervallata dal disegno di un arco gotico - catalano, la scritta "1623^MIAS" la quale, induce a pensare chenel XVII secolo persistesse ancora questo modo di chiamare il paese.
Terza ed ultima ipotesi, fu invece, quella di far derivare la parola Meana a quella latina Mediana che, sta ad indicare 'posta in mezzo'. Da qui, altre due ipotesi si intervallano perché, quel punto intermedio poteva star ad indicare il punto medio tra i due paesi oppure, quella strada Romana che da Cagliari giungeva ad Olbia passando per Meana situata proprio a metà percorso. Geograficamente, il territorio si presenta prevalentemente montuoso, sebbene non manchino alte colline ricoperte di vigneti, offre un patrimonio ambientale, storico e archeologico di gran pregio. La natura si presenta, preziosa e inviolata, nelle possenti e maestose sughere, nei lecci sempreverdi, nei corbezzoli e nei ginepri e ancora nella vitalità dei vari mammiferi e dei volatili, creando un insieme di luci, profumi e colori ineguagliabili.

Il territorio del comune è caratterizzato in prevalenza dall'allevamento ovi-caprino, i cui terreni adibiti a pascolo conservano intatti diversi pinnazzus, capanne coniche in pietra costruite per il riposo dei pastori, a conferma della grande tradizione di Meana come centro di allevamento.